Erasmus per imprenditori

Se sei un giovane intenzionato a creare una tua impresa o hai avviato la tua attività negli ultimi tre
anni o un imprenditore già affermato che gestisce una piccola o media impresa, esiste un programma
europeo perfetto per te: l’Erasmus per Giovani Imprenditori.
L’iniziativa Erasmus per Giovani Imprenditori è un programma di scambio transfrontaliero
che offre ai nuovi imprenditori – o aspiranti tali – di imparare i segreti del mestiere da professionisti già
affermati che gestiscono piccole o medie imprese in un altro paese partecipante al programma.
Lo scambio di esperienze avviene nell’ambito di un periodo di collaborazione da 1 a 6 mesi presso la sede
dell’imprenditore esperto, il quale aiuta il nuovo imprenditore ad acquisire le competenze necessarie a
gestire una piccola impresa. Il soggiorno è cofinanziato dall’Unione Europea. Durante questo periodo
l’imprenditore ospitante ha l’occasione di considerare la propria attività sotto nuovi punti di vista, collaborare
con partner stranieri e conoscere nuovi mercati.

Chi può partecipare?
• Aspiranti imprenditori o imprenditori che abbiano avviato l’attività da non più di tre anni;
• Titolari e/o responsabili di un’attività imprenditoriale avente sede in un altro paese europeo.
Quali sono i benefici del programma?
• Se sei un NUOVO IMPRENDITORE avrai l’opportunità di vivere un’esperienza di formazione sul posto di lavoro
presso un’impresa estera, con un sostegno finanziario per coprire i costi di viaggio e di soggiorno, per comprendere
come avviare con successo la tua attività o rafforzare le basi dell’impresa costituita di recente.
• Se sei un IMPRENDITORE GIÀ AFFERMATO potrai collaborare con un giovane imprenditore motivato e pieno di
energie, che potrà dare un importante contributo alla tua attività apportando nuove prospettive, abilità e
conoscenze, oltre che informarti sui mercati esteri ed accedere a nuove opportunità di business.
Come partecipare?
La candidatura deve essere inoltrata ON-LINE. Prima di candidarsi, è importante contattare
Microfinanza Srl (info@microfinanza.com), ente intermediario per l’attuazione del programma,
che fornirà un supporto gratuito per la compilazione della domanda e la ricerca di possibili scambi.
Per candidarsi si dovrà essere in possesso delle seguenti informazioni e documenti:
• CURRICULUM VITAE (preferibilmente in lingua inglese);
• MOTIVAZIONI (preferibilmente in lingua inglese); e
• Solo se si è un Nuovo Imprenditore, un BUSINESS PLAN (si consiglia di richiedere informazioni
all’ente intermediario)

Hello World!

Ciao a tutti,

da parte mia e da parte dell’Associazione Ulisse. Useremo spesso questi spazi per inserire aggiornamenti tecnici o per condividere idee con voi. Partiamo però dall’inizio capendo cos’è Ulisse… Ulisse è il vascello su cui solcheremo insieme il mare di sentimenti, sguardi, azioni e orazioni che compongono il nostro mondo, un mondo fatto di situazioni difficili che spesso nascondiamo dietro termini asettici (svantaggio, disagio…), ma che invece celano sempre persone, donne, bambini, anziani indifesi.

Ulisse è il nostro corsiero su cui far viaggiare le Nostre idee, i Nostri progetti e le Nostre azioni, quelle che realizzeremo anche grazie a TE!

Siamo un incubatore di progetti di utilità sociale: li pensiamo con Te, li progettiamo con Te e li realizziamo con Te, mirando ad ottenere il più ampio ritorno in termini di benefici per il territorio.

In tanti hanno bisogno del tuo aiuto… Contattaci!

info@associazioneulisse.education

Crescere in Digitale riparte! 5000 tirocini a disposizione

Il progetto Crescere in Digitale riparte e continua fino al 30/06/2020. Il nuovo progetto mette a disposizione 5.000 nuovi tirocini di 6 mesi rimborsati con 500 euro al mese, interamente erogati attraverso le risorse di Garanzia Giovani.

Il progetto

Crescere in Digitale è un’iniziativa dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, attuata da Unioncamere in partnership con Google per promuovere, attraverso l’acquisizione di competenze digitali, l’occupabilità di giovani che non studiano e non lavorano e investire sulle loro competenze per accompagnare le imprese nel mondo di Internet.

Il percorso formativo

50 ore di lezioni, esempi pratici e casi di studio su tutti gli aspetti di Internet per le imprese, a disposizione di tutti gli iscritti a Garanzia Giovani.

Se non studi e non lavori, ma non sei ancora iscritto a Garanzia Giovani, puoi farlo qui e partecipare al programma.

I laboratori

Dopo il test online, i giovani idonei selezionati saranno convocati ad un’attività laboratoriale di formazione e orientamento.

I tirocini formativi

Il programma prevede tirocini formativi extracurriculari della durata di 6 mesi rimborsati 500 euro al mese. I giovani vivranno un’esperienza professionalizzante, aiutati da un piano formativo personalizzato e da una community online di colleghi ed esperti. Le imprese potranno ospitare uno o più tirocinanti, rimborsati interamente da Garanzia Giovani.

Vai al sito del programma o contattaci a info@associazioneulisse.education

 

Cultura Crea – Programma di Invitalia Spa per le imprese culturali

Cos’è

“Cultura Crea” è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per sostenere la filiera culturale e creativa delle regioni interessate e consolidare i settori produttivi collegati, rafforzando la competitività delle micro, piccole e medie imprese in attuazione del PON FESR “Cultura e Sviluppo” 2014-2020 (Asse Prioritario II).

Le risorse finanziarie stanziate ammontano a circa 107 milioni di euro. E’ prevista una dotazione aggiuntiva di 7 milioni di euro.

Ambiti di intervento

  • Startup – per la nascita di nuove imprese di micro, piccola e media dimensione della filiera culturale e creativa
  • Imprese consolidate – per la crescita e l’integrazione delle micro, piccole e medie imprese della filiera culturale, creativa, dello spettacolo e delle filiere dei prodotti tradizionali e tipici
  • Imprese sociali – per sostenere i soggetti del terzo settore nelle attività collegate alla gestione di beni, servizi e attività culturali, favorendo forme di integrazione

I vantaggi per l’impresa

Finanziamento agevolato a tasso zero e contributo a fondo perduto sulle spese ammesse, con una premialità aggiuntiva per giovani, donne e imprese con rating di legalità.

Gli incentivi, concessi nell’ambito del regolamento de minimis, possono coprire fino all’80% delle spese totali, elevabili al 90% in caso di premialità.

Presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate esclusivamente online.

L’incentivo è gestito da Invitalia, che valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d’impresa.

Video

Infografiche

Approfondisci

Vai al sito di Invitalia SPA

Centri di competenza ad alta specializzazione

11A cosa serve

La misura promuove la costituzione dei centri di competenza ad alta specializzazione su tematiche Industria 4.0, nella forma del partenariato pubblico-privato. I centri di competenza dovranno svolgere attività di orientamento e formazione alle imprese nonché di supporto nell’attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, in particolare delle Pmi, di nuovi prodotti, processi o servizi (o al loro miglioramento) tramite tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0.

A chi si rivolge

Operatori pubblici e privati (imprese e altri operatori economici, inclusi quelli che svolgono attività di intermediazione finanziaria e/o assicurativa, associazioni di categoria nazionali o territoriali, etc.), con la partecipazione di almeno un organismo di ricerca.

Come funziona

I benefici sono concessi nella forma di contributi diretti alla spesa in relazione a:

  • costituzione e avviamento del centro di competenza, nella misura del 50 per cento delle spese sostenute, per un importo complessivo non superiore a 7,5 milioni di euro
  • progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale presentati dalle imprese, nella misura del 50 per cento delle spese sostenute, per un importo massimo non superiore a 200 mila euro per progetto.

Le risorse disponibili sono pari a 20 milioni di euro per il 2017 e 20 milioni di euro per il 2018.

Come si accede

Le domande vanno presentate all’indirizzo PEC dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it, dal 1° febbraio e fino al 30 aprile 2018, secondo le modalità indicate nel bando.

Normativa e modulistica

Domande di approfondimento

Vai alla sezione dedicata Centri di competenza – Domande frequenti (FAQ)

Informazioni e contatti

Direzione generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese
dgpicpmi.segreteria@mise.gov.it

Poletti: “Garanzia Giovani 2 rafforzerà il protagonismo delle imprese e degli operatori privati del mercato del lavoro”

Giovani e lavoro digitale: un bilancio dei progetti avviati e un’illustrazione degli sviluppi futuri” è il titolo del convegno organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, svolto oggi presso la sede romana dell’INAIL in Via IV Novembre.

Le ragioni dell’incontro le ha spiegate il Ministro Poletti in apertura: “È un dato di fatto che la digitalizzazione sia un fenomeno pervasivo. Entra nella nostra quotidianità, nel mondo del lavoro e nello sviluppo delle attività imprenditoriali. Abbiamo cercato, con l’iniziativa de “Il lavoro che cambia“, di mettere intorno al tavolo del confronto tutte le componenti della società, in modo da condividere le esperienze e aumentare il livello di consapevolezza su questa veloce trasformazione che è in atto”.

L’importanza degli investimenti nel capitale umano, il rafforzamento delle competenze digitali, le iniziative legate al digitale rivolte ai giovani, sono stati, infatti, i temi al centro del convegno.

Sul primo punto, il Ministro ha spiegato: “Gli investimenti non sono solo quelli in beni materiali ma anche le risorse destinate alla conoscenza, come dimostrato dalle misure previste nella Legge di Bilancio per l’impresa 4.0. Nella stessa norma, abbiamo inserito le tematiche legate all’alternanza scuola-lavoro, al sistema duale e agli ITS. Si tratta di tutti percorsi che aiutano la ripresa economica valorizzando le giuste competenze. In particolare quelle digitali – ha proseguito Poletti – che, dobbiamo prendere atto, sono ancora inadeguate rispetto alle esigenze delle imprese”.

Colmare il mismatch esistente sulle digital skills è una delle sfide principali legate alle politiche attive del lavoro. Il Ministro ha anticipato come i futuri progetti che saranno realizzati grazie al rifinanziamento di Garanzia Giovani avranno proprio questo obiettivo. “Le prossime iniziative legate al Programma rafforzeranno il protagonismo degli operatori privati del mercato del lavoro e delle imprese. Saranno prese in considerazione le esigenze di queste ultime per arrivare a un livello di occupabilità reale: metteremo in relazione diretta l’offerta e la domanda di lavoro. Non bisogna lavorare su obiettivi generici ma definirli con le imprese”. A fare eco alle parole di Giuliano Poletti, è intervenuto il Presidente dell’ANPAL, Maurizio Ferruccio Del Conte che ha inoltre ricordato l’importanza di coinvolgere non solo i giovani ma tutti i lavoratori nei processi formativi legati alla digitalizzazione. “La filosofia che deve ispirarci è quella del conoscere, abilitare, attivare”.

I progetti annunciati sono “Start-up innovative digitali” per aspiranti startupper iscritti al Programma e “Competenze ICT per i giovani del Mezzogiorno”. In arrivo sono previste novità anche per Crescere in Digitale che, grazie al rifinanziamento, terminerà nel 2020 e permetterà ad altri ragazzi di accedere ai tirocini extracurriculari, promuovendo sia la mobilità geografica sul territorio nazionale sia quella internazionale grazie alla rete delle Camere di Commercio italiane all’estero.

Al convegno hanno portato la loro testimonianza due ragazzi, Cristina Nicosia e Michele Spaticchia, che hanno preso parte a Crescere in Digitale e SELFIEmployment; la prima, raccontando l’ingresso del mondo del lavoro grazie al suo percorso formativo ICT; il secondo, spiegando la realizzazione della propria idea imprenditoriale legata sempre al mondo del digitale.

All’incontro di oggi erano presenti anche i rappresentanti delle imprese: Diego Ciulli di Google Italia e Claudio Biestro di Engineering. Il rappresentante del colosso di Mountain View ha espresso soddisfazione per l’esperienza di Crescere in Digitale, realizzata anche grazie a Unioncamere. “Sono stati attivati i 3.000 tirocini previsti inizialmente ma abbiamo deciso di andare avanti – ha annunciato –  con altri 5.000”.

L’ingresso in azienda di circa 100 iscritti a Garanzia Giovani è stato poi raccontato, nelle sue varie tappe, dal Direttore del Personale di Engineering che ha annunciato per il prossimo futuro oltre 800 assunzioni.

In conclusione, il Ministro Poletti ha salutato così i presenti: “Il lavoro di questi anni ha fatto crescere il numero di soggetti che lavorano insieme, una comunità informale che lancia idee e si confronta su questi temi. È positivo riscontrare come Garanzia Giovani non sia diventato un programma ingessato: gli aspetti procedurali, infatti, non hanno impedito di raggiungere dei buoni risultati”.

Miur: al via l’Educazione all’imprenditorialità nella scuola secondaria

Per la prima volta l’Italia promuove l’introduzione strutturale
dell’Educazione all’imprenditorialità a scuola

Inviata a tutte le scuole secondarie, da parte della DG per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, la circolare che ha come obiettivo l’introduzione strutturale dell’Educazione all’imprenditorialità nella scuola italiana.

Grazie ad un Sillabo dedicato, le scuole saranno accompagnate nella costruzione di percorsi strutturati per dare a studentesse e studenti la capacità di trasformare le idee in azioni attraverso la creatività, l’innovazione, la valutazione e l’assunzione del rischio, la capacità di pianificare e gestire progetti imprenditoriali.
Scopo dell’introduzione dell’Educazione all’imprenditorialità è quello di sviluppare nelle studentesse e negli studenti attitudini, conoscenze, abilità e competenze, utili non solo per un loro eventuale impegno in ambito imprenditoriale, ma in ogni contesto lavorativo e in ogni esperienza di cittadinanza attiva. Si tratta pertanto di competenze trasversali e di competenze per la vita.

Questa importante azione è in linea con l’obiettivo chiave di promuovere e sviluppare le abilità imprenditoriali – definite dalla Commissione Europea con la Comunicazione 2012 “Ripensare l’istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici” e rinnovate nella Comunicazione 2016 “A new skills agenda for Europe” – condividendo l’idea che le competenze di imprenditorialità possano affiancare le competenze disciplinari, per far sì che i giovani diventino cittadini attivi, creativi e dotati di spirito di iniziativa.
Per la prima volta, quindi, nella scuola italiana si introduce strutturalmente l’Educazione all’imprenditorialità attraverso un Sillabo dedicato, costruito attraverso il coinvolgimento di circa 40 stakeholder (tra cui rappresentanze nazionali, fondazioni, attori del mondo dell’innovazione, imprese, mondo cooperativo e altri attori della società civile).
Aderendo alla Coalizione Nazionale per l’Educazione all’imprenditorialità, questi soggetti hanno adottato il Sillabo e si impegnano a realizzare attività coerenti ad esso nelle scuole.

Il Sillabo è suddiviso in 5 macro aree di contenuto:
1. Forme e opportunità del fare impresa
2. La generazione dell’idea, il contesto e i bisogni sociali
3. Dall’idea all’impresa: risorse e competenze
4. L’impresa in azione: confrontarsi con il mercato
5. Cittadinanza economica

L’Italia è inoltre tra i primi Paesi in Europa ad adottare strutturalmente il modello concettuale “EntreComp” (Entrepreneurship Competence Framework), il Quadro di Riferimento per la Competenza Imprenditorialità, prodotto dalla Commissione Europea, di cui la traduzione in italiano prodotta dall’ADI (Associazione Docenti e Dirigenti Scolastici Italiani) è stata inviata alle scuole in allegato alla circolare.

Le scuole tramite il Sillabo, gli esempi di attività collegati ad ogni area e il modello “EntreComp” potranno inserire nella propria offerta formativa percorsi dedicati, promuovendo metodologie di insegnamento che favoriscono la dimensione pratica, una didattica incentrata sulla centralità dello studente e basata su casi reali, e valorizzando i collegamenti interdisciplinari presenti tra gli insegnamenti.

Questa azione è da intendersi come strutturalmente legata ai finanziamenti dedicati all’Educazione all’imprenditorialità e previsti dal bando PON 2775 (www.istruzione.it/pon/avviso_educazione-imprenditorialita.html), in corso di valutazione, per un investimento complessivo di 50 milioni di euro.

Il MIUR, quindi, prende una posizione chiara sul tema dell’imprenditorialità con finanziamenti dedicati, un partenariato nazionale e azioni di contenuto.

Tutti i materiali pervenuti alle scuole sono consultabili al seguente link: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/promozione-di-un-percorso-di-educazione-all-imprenditorialita-nelle-scuole-di-ii-grado-statali-e-paritariein-italia-e-all-estero

Agevolazioni alle imprese per la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale

Cos’è

La misura Imprese dell’economia sociale è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico per promuovere la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale, sostenendo la nascita e la crescita delle imprese che operano, in tutto il territorio nazionale, per il perseguimento di meritevoli interessi generali e finalità di utilità sociale.

 

A chi si rivolge

Si rivolge alle:

  • Imprese sociali, di cui all’art. 1 del d.lgs. 112/2017 – provvedimento che dal 20 luglio 2017 ha abrogato il previgente d.lgs. 155/2006 – iscritte nella sezione speciale delle imprese sociali del Registro delle imprese, purché costituite in forma di società (di persone o di capitali)
  • Cooperative sociali, di cui alla legge 381/1991 e relativi consorzi, iscritte nella categoria «cooperative sociali» dell’Albo nazionale delle società cooperative del Ministero dello sviluppo economico- dal 20 luglio 2017 le cooperative sociali hanno acquisito la qualifica di imprese sociali (art. 1, comma 4, del d.lgs. 112/2017)
  • Società cooperative con qualifica di ONLUS, di cui al d.lgs. 460/1997, iscritte nell’Albo nazionale delle società cooperative del Ministero dello sviluppo economico e nell’Anagrafe unica delle ONLUS, presso il Ministero dell’economia e delle finanze

che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento;
  • sono in regime di contabilità ordinaria;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • hanno sede legale e operativa ubicata nel territorio nazionale;
  • sono in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente e sono in regola con gli obblighi contributivi;
  • hanno ricevuto una positiva valutazione del merito di credito da parte della banca finanziatrice e dispongono di una delibera di finanziamento adottata dalla medesima banca finanziatrice per la copertura finanziaria del programma di investimenti proposto. Nel caso di grandi imprese, ai sensi dei Regolamenti de minimis, la valutazione della capacità economico-finanziaria deve assegnare all’impresa richiedente un rating comparabile almeno a B -.

E’ prevista una riserva finanziaria per le PMI, come definite dall’allegato 1 al Regolamento (UE) n. 651/2014, pari al 60% delle risorse.

 

Cosa finanzia

Finanzia i programmi di investimento proposti dalle imprese operanti nell’ambito dell’economia sociale. I programmi di investimento devono prevedere spese ammissibili, al netto di IVA, non inferiori a 200.000,00 euro e non superiori a 10.000.000,00 di euro.

I programmi devono perseguire uno o più degli obiettivi previsti all’art. 8, comma 1, del decreto interministeriale 14 febbraio 2017, ossia:

  1. incremento occupazionale di categorie svantaggiate;
  2. inclusione sociale di soggetti vulnerabili;
  3. raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali;
  4. conseguimento di ogni altro beneficio derivante da una attività di rilevante interesse pubblico o di utilità sociale in grado di colmare uno specifico fabbisogno all’interno di una comunità o territorio attraverso un aumento della disponibilità o della qualità di beni o servizi.

I programmi ammissibili, altresì devono essere:

  • compatibili con le finalità statutarie dell’impresa proponente;
  • ricadere nell’ambito dei settori di attività sociale relativi a ciascuna tipologia di impresa beneficiaria secondo le disposizioni della disciplina sociale vigente;
  • funzionali all’attività di interesse generale esercitata dall’impresa nell’ambito dei settori d’appartenenza.

Le spese sostenute nell’ambito dei programmi d’investimento per essere ammissibili devono essere necessarie alle finalità del programma di investimento proposto, sostenute dall’impresa beneficiaria, a partire dalla data di presentazione della domanda e relative all’acquisto di beni e servizi rientranti nelle seguenti categorie (tenuto conto di quanto specificato all’art. 5 del decreto ministeriale 3 luglio 2015):

  • suolo aziendale e sue sistemazioni;
  • fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa; brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;
  • consulenze specialistiche, quali studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale;
  • oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;
  • spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;
  • spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa.

 

Le agevolazioni

Consistono nella concessione di un finanziamento di durata fino a 15 anni, comprensiva di un periodo di preammortamento massimo di 4 anni al tasso agevolato dello 0,5 per cento annuo.

Al finanziamento agevolato deve essere associato un finanziamento bancario, a tasso di mercato e di pari durata, erogato da una banca finanziatrice individuata dall’impresa nell’ambito dell’ elenco delle banche che hanno aderito alla Convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti del 28 luglio 2017 (pdf).

Il finanziamento agevolato e il finanziamento bancario vengono regolati in modo unitario da un unico contratto di finanziamento gestito dalla banca finanziatrice, per una copertura delle spese ammissibili pari all’80% dell’importo complessivo del programma d’investimento, di cui una quota pari al 70% a titolo di finanziamento agevolato e una quota pari al 30% di finanziamento bancario.

Le agevolazioni sono concesse a titolo di “de minimis” ai sensi dei Regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 per il settore agricoltura  e n. 717/2014 per il settore della pesca e dell’acquacoltura.

Per i soli programmi che prevedono investimenti non superiori a 3 milioni di euro e che rientrano nel campo di applicazione del regolamento (UE) n. 1407/2013, al finanziamento agevolato può essere aggiunto un contributo non rimborsabile, nel limite massimo del 5 per cento delle spese ammissibili complessive.

 

Come funziona

Ai fini dell’accesso al finanziamento agevolato le imprese devono aver ricevuto positiva valutazione del merito di credito da parte di una banca finanziatrice selezionata dall’impresa nell’ambito dell’elenco delle banche aderenti alla Convenzione MiSE – ABI – CDP del 28 luglio 2017.

La domanda di agevolazione deve essere redatta in formato elettronico attraverso la compilazione dell’All.1 – domanda di agevolazione (file completo in pdf), sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore mediante firma digitale, e presentata al Ministero a partire dalle ore 10.00 del 7 novembre 2017, a mezzo PEC, all’indirizzo: es.imprese@pec.mise.gov.it.

La domanda di agevolazione di cui all’Allegato 1 deve essere corredata, fra l’altro, dai seguenti allegati (in formato pdf):

Modelli utili alla richiesta:

La domanda, compilata in tutte le sue parti e i relativi allegati, deve essere presentata unitamente a:

  • delibera di finanziamento adottata dalla banca finanziatrice attestante la capacità economico-finanziaria dell’impresa;
  • allegato tecnico alla delibera di finanziamento, nel quale la banca finanziatrice evidenzia l’impatto socio-ambientale del programma di investimento.

Qualora la domanda venga sottoscritta dal procuratore dell’impresa:

  • copia dell’atto di procura e del documento di identità in corso di validità del soggetto che rilascia la procura.

 

Risorse finanziarie

La misura è dotata di 223 milioni di euro, di cui 200 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati e 23 milioni di euro per la concessione dei contributi in conto capitale.

Una quota pari al 60% delle suddette risorse è riservata annualmente alle PMI, come definite dall’allegato 1 al Regolamento (UE) n. 651/2014.

Nell’ambito della predetta riserva, il 25% è destinato alle micro e piccole imprese.

 

Normativa

Documenti utili

 

Richiesta di adesione delle banche alla convenzione Ministero dello sviluppo economico, Associazione bancaria italiana e Cassa Deposito e Prestiti del 28 luglio 2017

Possono presentare richiesta di adesione alla Convenzione tra il MiSE, ABI e CDP del 28 luglio 2017 le banche italiane o le succursali di banca estera comunitaria o extracomunitaria operanti in Italia e autorizzate all’esercizio dell’attività bancaria di cui  all’articolo 13, del d.lgs. n. 385/1993 e ss.mm.ii., in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. avere adottato metodologie di valutazione specifiche, ossia abbiano adottato sistemi e criteri di valutazione specifici per l’ammissione al credito delle persone giuridiche e degli enti operanti negli ambiti di attività individuati dalle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 1, del dm 3 luglio 2015, volti a valorizzare le caratteristiche economico-finanziarie e sociali degli stessi;
  2. il volume dei finanziamenti erogati alle persone giuridiche e agli enti di cui al punto 1. negli ultimi cinque esercizi finanziari chiusi precedentemente alla data della Richiesta di Adesione, sia pari almeno al 50 (cinquanta) per cento del credito complessivamente erogato dalla banca ovvero la media annuale del credito erogato nel medesimo quinquennio alle predette persone giuridiche ed enti non sia inferiore a euro 100.000.000,00 (centomilioni/00).

La richiesta di adesione deve essere sottoscritta digitalmente da un rappresentante della banca richiedente a ciò autorizzato e trasmessa da un indirizzo di posta certifica (PEC) ai seguenti indirizzi PEC, in pari data:

 

Modulo di richiesta adesione

La richiesta di adesione deve essere presentata unitamente a:

  1. allegati attestanti il possesso dei requisiti dichiarati. In particolare, con riferimento:
    • al requisito di cui alla lettera a), documentazione riguardante il modello adottato di valutazione delle persone giuridiche e degli enti di cui all’art. 3, comma 1, del decreto ministeriale 3 luglio 2017; ovvero le analisi aggiuntive previste dalla banca richiedente rispetto alle metodologie standard, ai fini di una migliore valutazione delle persone giuridiche e degli enti anzidetti, con specifica indicazione degli strumenti e dei processi dedicati per la raccolta delle informazioni rilevanti per questa tipologia di imprese.
    • al requisito di cui alla lettera b), prospetti riassuntivi del volume dei finanziamenti erogati alle persone giuridiche e agli enti di cui alla precedente lettera a), con evidenziazione del rapporto rispetto al volume di credito complessivamente erogato e/o della media annuale.
  2. copia dell’autorizzazione alla sottoscrizione della richiesta di adesione alla Convenzione MiSE, ABI e CDP del 28 luglio 2017 (solo in caso di richiesta di adesione non sottoscritta dal legale rappresentante della banca richiedente)

 

Per maggiori informazioni

Per informazioni e chiarimenti in merito alla normativa di riferimento e alla presentazione delle domande di agevolazione da parte delle imprese e delle richieste di adesione da parte delle banche alla Convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti del 28 luglio 2017:

Ministero dello sviluppo economico – Divisione VI – Incentivi fiscali e accesso al credito

E- mail : es.info@mise.gov.it

 

Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2018